È vero che il bilancio dello Stato talvolta sembra fatto di vasi comunicanti, però non che se c’è da rifare un ospedale a Belluno, si prendono i fondi dalle Olimpiadi invernali di Cortina. Funziona così soltanto nei dibattiti da bar Sport. O nella propaganda al tempo di Elly Schlein, che si è accostata al problema della frana di Niscemi, avanzata minacciosamente anche ieri, con la stessa competenza dell’umarell che bercia ai cantieri con le mani dietro la schiena.

«Nel caso di specie la sofferenza delle parti civili è particolarmente intensa, in quanto le immagini della morte del loro congiunto sono state riprese dalle telecamere e danno atto di un omicidio volontario caratterizzato da particolare violenza, rappresentata anche da ripetuti calci al volto della vittima accasciata a terra e già colpita mortalmente al cuore, sofferenza ulteriormente ampliata dalla risonanza mediatica che ha avuto la vicenda».

Ieri il numero uno della Cgil, Maurizio Landini, è andato all’università di Bari a presentare il suo libro dal titolo Un’altra storia e non ha perso tempo per condire l’incontro con gli studenti con un po’ di politica. All’evento Landini ha in primis parlato della situazione lavorativa dei giovani italiani e dello stato di precarietà che li riguarda in larga parte. «Non possiamo accettare il lavoro che viene presentato oggi. Quando il lavoro è precario, quando il lavoro è sottopagato, quando il lavoro è nero, quello non è lavoro. E dobbiamo dire con chiarezza, siccome i giovani hanno davanti una prospettiva di precarietà perenne, non di precarietà di una vita, che è necessario batterci assieme per cambiare le leggi sbagliate, per affermare una cultura del lavoro e di fare impresa che sia fondata sulla qualità del lavoro e sulla loro intelligenza», ha detto.