Le risorse stanziate per il Ponte sullo Stretto di Messina non verranno utilizzate per fronteggiare l'emergenza maltempo che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. L'indicazione arriva prima dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e poi trova una conferma anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo una giornata segnata da dichiarazioni non sempre sovrapponibili e da una dichiarazione aperturista del vicepremier forzista che nel pomeriggio di giovedì fa tremare le mura del dicastero di Porta Pia. Dal titolare delle Infrasrutture e leader del Carroccio Matteo Salvini la linea è stata chiara già dalla mattina: «Sono risorse per investimenti», spiega, respingendo l'ipotesi di un loro utilizzo per la ricostruzione e la messa in sicurezza. «Bisogna conoscere le cose – aggiunge –. Abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, come facciamo? Li blocchiamo?». Il ministro ha assicurato comunque che il governo individuerà le risorse necessarie per far fronte ai danni causati dal ciclone Harry, sottolineando però che «il Ponte serve ai siciliani» e che, in caso di eventi disastrosi, «potrebbe consentire interventi di soccorso più rapidi». Sullo sfondo l'ordine del giorno dell'assemblea siciliana che nei giorni scorsi ha chiesto che i fondi regioni di confinanziamento dell'opera venissero distratti e dirottati sulle aree colpite dall'uragano.