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Il campione serbo si è rivolto ironicamente a Jannik Sinner subito dopo il match: quali sono state le sue parole e la frecciata lanciata a chi dubitava della sua capacità di competere a certi livelli
Il "canto del cigno" non è ancora arrivato. Novak Djokovic sposta sempre più in avanti il momento in cui non sarà più competitivo ai massimi livelli mondiali tennistici dimostrando, a 38 anni, di essere in grado di vincere una straordinaria battaglia di oltre 4 ore nella semifinale degli Australian Open contro il più giovane (di ben 14 anni) Jannik Sinner. La finalissima che domenica giocherà contro l'altro asso del tennis mondiale, Carlos Alcaraz, mostra la sua straordinaria caratura e soprattutto il talento unito alla mente e a un fisico che non conosce "vecchiaia".
È anche vero, però, che da Jannik il serbo aveva perso negli ultimi cinque incontri consecutivi, qualcosa di più unico che raro per uno che si chiama Djokovic. Lui stesso, con l'ironia che lo contraddistingue, lo ha sottolineato nel dopo gara. "Ho ringraziato Jannik perché questa volta mi ha lasciato vincere", scherza, sapendo benissimo che a quei livelli i giocatori hanno il massimo rispetto per gli avversari ma di certo non regalano niente a nessuno.






