Ci sarà anche il segretario dell’Onu Antonio Guterres alla cerimonia di apertura, il 6 febbraio nello stadio di San Siro, delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Con 92 nazioni partecipanti, oltre ad alcuni atleti russi e bielorussi che competono come neutrali, l’annunciata presenza di una cinquantina fra Capi di Stato e di Governo e teste coronate, in qualche modo anche i Giochi rispecchiano la difficile situazione internazionale nonché un’occasione per bilaterali o vertici più o meno riservati: una sorta di sessione dell’Onu meno formale, ma decisamente più delicata per chi la deve seguire fra problemi diplomatici e di sicurezza.
Il protocollo per garantire la sicurezza delle squadre
Dall’arrivo dell’Ice (con tre agenti non operativi, è stato spiegato dopo giorni di polemiche) ad accompagnare il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato americano Marc Rubio, alla ventilata presenza dei pasdaran con la squadra iraniana, il Viminale e la Farnesina hanno messo a punto un rigido protocollo per le squadre di sicurezza che ogni Paese porterà con sé. Ma sono consapevoli che non mancheranno le proteste, per altro già annunciate anche per la partecipazione di Israele. I problemi diplomatici però non riguardano solo Stati dichiaratamente ostili fra loro, come appunto Iran e Israele o Ucraina e Russia, ma anche Paesi storicamente amici ma con rapporti che negli ultimi tempi si sono raffreddati, come Francia e Stati Uniti.














