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Ad Abu Dhabi oggi nuovo round di colloqui ma senza gli Stati Uniti
La tregua in guerra non è mai una parola neutra: evoca il silenzio, ma porta con sé il peso di ciò che ancora può accadere, mentre il freddo polare morde famelico a Kiev e fa persino saltare le tubature. Mosca annuncia di sospendere gli attacchi sull'Ucraina fino a domani sera, su richiesta diretta di Trump, per "creare condizioni favorevoli ai negoziati". Il Cremlino lo presenta come un gesto di responsabilità, una pausa chirurgica, già in vigore da giorni e destinata a facilitare la ripresa dei colloqui di domenica ad Abu Dhabi, forse senza gli Usa. Peskov lo chiarisce: "Non è un cessate il fuoco generale, ma una tregua selettiva, calibrata", come sostiene il New York Times, messa a punto durante il summit negli Emirati. Da Berlino arriva un'accoglienza prudente. "Dobbiamo aspettare e vedere se la Russia rispetterà davvero l'impegno preso", avverte il cancelliere Merz. In gioco, sottolinea, ci sono le infrastrutture civili. Ed è proprio su questo terreno che la realtà smentisce, o quantomeno incrina, la narrazione diplomatica.








