«I salari devono crescere, ma è fondamentale interrogarsi sugli strumenti con cui farlo, evitando semplificazioni che rischiano di non incidere davvero». Esce allo scoperto Aniello Pappacena, imprenditore e presidente della Sarnese Calcio, che interviene nel dibattito pubblico scaturito dal provvedimento adottato dalla giunta regionale della Campania su appalti e garanzia di salario minimo. Per Pappacena, il punto di partenza è il merito della questione: «Quando si parla di salari si parla della vita concreta delle persone e delle famiglie - dice - È giusto che il tema sia al centro dell’attenzione, ma va affrontato con serietà e con uno sguardo lungo». L’imprenditore chiarisce subito che comunque «la crescita delle retribuzioni è un obiettivo condivisibile».

Attivo nel settore infrastrutturale, nell'impiantistica civile e industriale e nell'energia, Pappacena ha recentemente ricevuto un encomio pubblico per la sua denuncia contro forme di illegalità e pressione da parte della criminalità.

Nel suo ragionamento torna il riferimento al modello italiano fondato sulla contrattazione collettiva. «Esiste già un sistema che tiene conto delle differenze tra settori, professionalità e livelli di produttività - dice Pappacena - È uno strumento che può essere rafforzato, soprattutto sul piano dei controlli e del rispetto delle regole, ma che resta centrale per legare i salari alla realtà delle imprese». Secondo Pappacena, una soglia fissata per legge «rischia di non cogliere la complessità del tessuto produttivo, soprattutto in Campania dove le imprese non sono tutte uguali e operano in contesti molto diversi tra loro».