«È l’Europa a decidere chi entra nell’Ue e in quali circostanze». Con questa premessa la Commissione ha presentato ieri due documenti non ancora legislativi che delineano un nuovo approccio nella politica migratoria, decisamente più orientato al buon senso rispetto alle velleità ideologiche sinistrorse del passato, e che si fonda su basi imprescindibili: cooperazione rafforzata con i Paesi partner, frontiere più sicure, procedure d’asilo più efficaci, rimpatri rapidi.
Il primo documento riguarda la “Strategia quinquennale per la gestione dell’asilo e della migrazione” che sostanzialmente è la cornice in cui lavorerà il “Patto sulla migrazione e l’asilo”, adottato nel 2024 e in vigore dal prossimo giugno, e che, secondo quanto precisato nel documento, «definisce gli obiettivi politici dell’Unione Europea» in materia fungendo «da bussola con priorità concrete per i prossimi cinque anni». Il secondo documento, strettamente correlato al primo, definisce la nuova “Strategia Ue sui visti”, una leva che l’Unione intende adottare in modo molto più deciso rispetto al passato seguendo in qualche modo la linea tracciata oltreoceano dal presidente Usa Donald Trump.
IL RECORD DI ESPULSIONI È DELL'ACCOGLIENTE OBAMA






