Roma, 30 gen. (askanews) – Consegnato al regista Simone Manetti, agli autori e ai produttori di “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, il Nastro della legalità 2026 dei Giornalisti Cinematografici si prepara ad accompagnare nelle sale – come evento ufficiale il 2, 3 e 4 febbraio con Fandango – il documentario che ripercorre l’orrore e il caso non solo giudiziario ancora aperto sulla tragica vicenda dell’assassinio di Giulio Regeni.
Una decisione del Direttivo Nazionale SNGCI che, ormai da otto anni, ha aggiunto alla storia dei Nastri d’Argento il premio che sigla una segnalazione importante sui temi del cinema di impegno civile. Lo sottolinea a nome del Direttivo Laura Delli Colli, Presidente, che in presenza dei genitori di Giulio Regeni e dell’avvocata Alessandra Ballerini ha consegnato sul palcoscenico del Cinema Anteo di Milano il Nastro della legalità dedicato alla memoria di Giulio Regeni all’intero gruppo di lavoro che ha realizzato il documentario rendendo omaggio anche al coraggio della mamma Paola Deffendi e del padre di Giulio e alla tenacia dell’avvocata Alessandra Ballerini in prima linea nella battaglia per dare giustizia alla vicenda di Giulio Regeni.
“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” ricostruisce, grazie proprio al contributo della famiglia e dell’avvocata Ballerini, le tappe del sequestro, delle torture e dell’uccisione del ricercatore italiano, e ritrovato senza vita nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016, in una ricostruzione che – come sottolineano gli autori – “fa emergere responsabilità, omissioni e verità negate”.







