E’ una delle cinque persone al comando di uno spettacolo da 2 miliardi di spettatori. Tra Mariah Carey che canta in italiano, De Angelis e Favino, un musical innevato...

di Alessia Gallione

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Lulu Helbaek dice di aver sempre voluto “creare mondi dentro ai quali raccontare storie”. Nata a Copenaghen “in una grande casa collettiva piena di stimoli e persone”, cresciuta a Roma seguendo il padre attore, da bambina rimaneva incantata davanti agli spettacoli dei Momix, dei Mummenschanz, del Circo invisibile. “Provavo una sensazione chiarissima: quello era il mio pianeta e io per qualche motivo ero finita su quello sbagliato”. Per anni ha cercato un modo per avvicinarsi a quell’universo. “Ho fatto lunghi giri, passando dall’arte contemporanea, la moda, i videoclip musicali: ogni tappa mi ha insegnato qualcosa”. Fino a quando è entrata nell’orbita degli show dal vivo: ha lavorato per il Cirque du Soleil, X Factor, il teatro, i concerti dei Måneskin... L’esordio olimpico è arrivato con la cerimonia di Torino 2006: “Avevo 22 anni, facevo la creative producer nel team di allora”. Oggi, è una delle registe (insieme a Simone Ferrari, Damiano Michieletto, Lida Castelli e Marco Balich a sovrintendere tutto) dell’inaugurazione di Milano-Cortina 2026.