Un mattone pesa e far stare male ma può essere l'inizio di un percorso di ricostruzione.

Dopo aver brillato tra le stelle di X Factor poco più che maggiorenne e aver agguantato il trofeo di Sanremo Giovani che la farà volare sul palco dell'Ariston con la canzone Mattone, Angelica Bove racconta il suo percorso alla vigilia dell'uscita di Tana, il suo primo album. E racconta la sua "esigenza forse incoscia" ma impellente di raccontare la sua storia, anche con i traumi come la perdita dei genitori che hanno segnato la sua giovane vita.

"Sicuramente è un privilegio essere ascoltati - dice - e l'idea che qualcuno si senta ascoltato o anche solo vicino a me nel dolore, in qualsiasi tipo di inquietudine, è un onore per me perché ci rende tutti umani ci rende vicini vicini vicini".

Classe 2003, romana, legatissima ai suoi 5 fratelli, verace ed eclettica ("ascolto di tutto, dalle frequenze meditative alla techno, dal rock a Lucio Dalla, una follia" dice ridendo), ha colpito da subito per la profondità e l'intensità della sua voce e anche la graffiante emozione che pervade i suoi testi. "Quanta pioggia ancora cadrà/ per un po' di pace in queste giornate./ So che prima o poi passerà/ lo ha detto il dottore che mi devo abituare/ a stare male in modo normale" canta in Mattone.