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Uno Stato nello Stato, controlla l’economia del Paese
«Marg bar America, marg bar Israel», morte all’America e a Israele, gridavano i Pasdaran al fianco dei giovani aspiranti suicidi che addestravamo in una grande caserma di Teheran nel 1985. A piedi scalzi e petto nudo correvano inquadrati sotto i fiocchi di neve e ripetevano all’infinito lo slogan contro l’Occidente. Gli istruttori dei Guardiani della Rivoluzione, anche loro scalzi e a petto nudo a zero gradi, stavano preparando le giovani reclute dei Basij ad immolarsi saltando in aria sui fitti campi minati della palude di Fao per aprire un varco al grosso delle truppe.
La guerra Iran-Irak, durata quasi 10 anni, avrebbe provocato oltre un milione di morti. Uno scatto dei giovani kamikaze l’ho pubblicato come foto del mese su Time-Life sotto un titolo che non lasciava dubbi: «Marciando per diventare martiri». Nel sanguinoso conflitto degli anni ’80 si sono forgiati così i Sepah-e Pasdaran fondati dall’ayatollah Ruhollah Khomeini per difendere in eterno la Repubblica islamica. Combattenti temibili e ideologizzati da Corano e moschetto, che l’Ue ha dato il primo ok all’inserimento nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. Dopo aver sanzionato perla sanguinosa repressione delle proteste 15 personalità iraniane compresi 4 comandanti Pasdaran e il ministro dell’Interno, Eskandar Momeni, che ricopre pure «la carica di vicecomandante in capo del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica».






