PORDENONE - L’adolescente soccorso in coma etilico mercoledì mattina in viale Dante ha rischiato la vita. Ed è stato salvato solo perché il fatto è avvenuto in mezzo alla gente e non in un luogo isolato. Fonti sanitarie, infatti, hanno confermato ieri la gravità del suo quadro clinico. Il tasso rilevato era estremamente elevato. Se non fosse stato portato rapidamente in Pronto soccorso e poi ricoverato, le cose si sarebbero messe molto male.

Il porticato di Viale Dante, a pochi passi dagli uffici delle assicurazioni e dalle vetrine dei negozi, ogni mattina si trasforma in un lungo corridoio popolato da decine di studenti che attendono le corriere per raggiungere i vari istituti scolastici. Ed è proprio in questo contesto di consueta routine studentesca che l’altro ieri mattina si è sfiorata la tragedia. Fabrizio Benincà, dipendente della Blue Energy, ha vissuto l'intera vicenda in prima linea, offrendo rifugio e supporto a un ragazzo di 16 anni e al gruppo di amici che tentava disperatamente di aiutarlo. «Io apro il negozio prima delle otto - esordisce Benincà, ricostruendo i fatti con precisione ma con la dovuta cautela -. Davanti all'ufficio c'è un portico in cui i ragazzi aspettano il bus. In quei momenti ci sono circa cinquanta metri di ragazzini che affollano il marciapiede». È proprio in questa cornice che, intorno alle 8, l’attenzione dell’esercente è stata attirata da un giovane che appariva chiaramente in difficoltà.