Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il post del Partito democratico che ha ripreso un video del professore è durato appena pochi minuti.
La campagna elettorale per il referendum di marzo è in piena corsa: a meno di due mesi dal voto per la separazione delle carriere si cerca di convincere gli elettori ad aderire a una posizione piuttosto che a un'altra. E per farlo si cercano sponsor, si cercano volti che possano supportare la propria logica. Ma a volte, nella corsa al volto più "appetibile" si inciampa, come è successo al Pd, come evidenziato per primo da Luciano Capone, giornalista de Il Foglio, che è riuscito a fotografare il post del partito guidato da Elly Schlein prima che venisse cancellato. E cosa c'era in questo messaggio sui social?
"Il 22 e 23 marzo vota no", scriveva il Pd, con le ultime due parole in maiuscolo per rimarcare il concetto. E fin qui nulla di particolare, visto e considerato che nel momento in cui a portare avanti la riforma della separazione delle carriere è stato il centrodestra, la sinistra ha fatto il salto dello steccato e si è posizionata dalla parte opposta nonostante sia stata a favore fino a non molto tempo fa. A corredo dell'appello, il Pd ha inserito un video del professore Angelo D'Orsi, che è noto per le sue ferventi posizioni pro-Russia e leniniste: non molto tempo fa si è prestato a un rituale scaramantico che secondo la leggenda favorirebbe la rinascita e il ritorno dell'Urss. Il livello è questo. "D'Orsi smonta la riforma della giustizia", scriveva in caratteri cubitali il Pd in bianco su sfondo rosso, colori evidentemente non casuali, condividendo la clip del professore a L'Aria che tira su La7. Ma pochi minuti dopo questo post è scomparso.






