Richiesta di archiviazione per la presunta truffa delle orecchiette a Bari vecchia. Il caso, esploso a novembre 2024, aveva portato a un’indagine della Procura di Bari: fra i tre indagati anche Nunzia Caputo (Nunzia De Scalo), “la regina delle orecchiette”, accusata assieme alla altre pastaie di via Arco Basso - la famosissima "strada delle orecchiette" - di vendere pasta fresca industriale, spacciata come artigianale.
Il caso aveva scosso tutta la città, portando all'intervento anche dell'Amministrazione comunale. La successiva inchiesta, invece, è partita a fronte delle denunce di Gaetano Campolo, ceo di Home Restaurant Hotel, un portale che dal 2019 riunisce attività di social eating. Era stato lui a chiedere formalmente di indagare sul caso della pasta fresca, veduta come artigianale, ma spesso industriale.
Dai vicoli di Bari vecchia al web: la guerra delle orecchiette finisce sul “Guardian”
di Erika Cuscito
Adesso il pm Baldo Pisani ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per frode poiché “il fatto risulta di particolare tenuità”. “La condotta posta in essere dall’indagato integra il reato in contestazione” che, però, “rientra nei limiti edittali previsti dalla suddetta norma”. Inoltre, il fatto risulta di particolare tenuità “per le modalità della condotta, l’esigua entità del danno cagionato e l’intensità del dolo”. La condotta degli indagati e quindi, anche Nunzia, “non è abituale”.






