Roma, 29 gen. (askanews) – Dal 19 febbraio all’8 marzo, Antonio Giuliani torna protagonista sul palcoscenico del Nuovo Teatro Orionecon il suo nuovo spettacolo “The Machine Giuliani”, un viaggio irresistibile dentro oltre trent’anni di carriera comica, fatto di energia pura e ritmo travolgente.
Ma perché “The Machine”? Il titolo incuriosisce, spiazza, quasi contraddice tutto ciò che Giuliani rappresenta in scena. Una macchina, per definizione, è qualcosa di meccanico e schematico, mentre Antonio Giuliani è esattamente l’opposto: monologhi frenetici, battute incalzanti, movimento continuo sul palco, una mimica facciale incontenibile. Di meccanico, apparentemente, non c’è nulla.
Eppure il segreto è proprio lì. Giuliani nasce artisticamente più di trent’anni fa nei pub di Roma, quando il cabaret non era ancora diffuso e il pubblico non concedeva tregua: pause troppo lunghe significavano interruzioni, controbattute, sfide aperte dalla sala. In quel contesto difficile molti comici si arresero presto. Giuliani no.
La sua forza è sempre stata il testo: scritto, riscritto, affinato senza mai ricorrere alla volgarità gratuita. Una scrittura solida, capace di sostenere una recitazione aggressiva e velocissima, che non lasciava al pubblico il tempo di “entrare” e interrompere.






