Lo smartphone? Fonte di distrazione anche per i pedoni. Che, se indisciplinati, possono essere sanzionati. Perché non è certo raro vedere qualche passante completamente assorto nel guardare il proprio telefono rischiando di essere investito o di inciampare. Proprio questo motivo ha spinto la Polizia municipale di diverse città, oltre che le amministrazioni pubbliche, a promuovere campagne di sensibilizzazione e “sanzionare” i pedoni indisciplinati. I cosiddetti zombie da smartphone o, molto più semplicemente, quelli che sono stati ribattezzati gli “smombie”.
Il primo esperimento è stato compiuto a Sassari nel 2018. Tutto è nato da un’osservazione, come sottolinea Giani Serra, comandante della Polizia locale. «Abbiamo notato che c’era un alto numero di incidenti che interessava i pedoni - racconta -. Abbiamo inoltre potuto verificare che in molti casi si trattava di persone distratte dall’uso del telefono». Da qui l’avvio di una campagna di sensibilizzazione e comunicazione con video, e altri messaggi ricordando poi il rischio di essere sanzionati. «Benché non esista un articolo preciso che prevede la sanzione per i pedoni al telefono - aggiunge il comandante - noi abbiamo interpretato l’articolo 190 del codice della strada, che impone ai pedoni un comportamento diligente». Nel 2018 per cento pedoni distratti dall’uso dello smartphone, sono scattate le multe: 25 euro, ridotte a 18 euro se pagate subito 18, in applicazione del codice della strada. «Si tratta di sanzioni che hanno l’obiettivo di sensibilizzare - dice - perché è in gioco la sicurezza delle persone». Una scelta adottata dopo una serie di constatazioni e rilievi effettuati dalla polizia locale e dall’amministrazione sugli incidenti registrati in città (il 60 per cento under 40’ gli altri di età compresa tra i 41 e i 60 anni).






