Si terrà da domani a Stoccarda, Germania, l'ultima sessione del cammino sinodale, il percorso che la Chiesa tedesca ha intrapreso da anni in risposta all'emergenza della piaga degli abusi.

La decisione fu assunta dai vescovi nel 2019 con l'obiettivo di raccogliere le istanze della base che chiedeva riforme, dal ruolo dei laici ai ministeri per le donne, dalla pastorale lgbt alla prevenzione di ogni tipo di abuso.

Diverse in questi anni sono state le interlocuzioni con il Vaticano (l'ultima a novembre dello scorso anno) per evitare che la Chiesa tedesca si ponesse in un cammino parallelo, quando anche la Chiesa universale è da anni comunque impegnata in un cammino sinodale, di confronto.

Ora si gioca la partita finale e al centro c'è il ruolo dei laici con la prospettiva della costituzione di un nuovo organismo dove potrebbero avere un peso importante, rispetto a quello tradizionale dei vescovi. Una prospettiva che vede anche delle tensioni interne: il cardinale di Colonia, Rainer Maria Woelki, alla vigilia di questa ultima sessione, ha rilasciato a Domradio una intervista (rilanciata anche dai media vaticani) nella quale critica il progetto di riforma del Cammino sinodale e ha giustificato la sua assenza dalla sesta assemblea che inizierà domani a Stoccarda. "Per me il Cammino sinodale è terminato", ha detto senza mezzi termini. La sua non è in ogni caso una posizione isolata.