Giuseppe, 11 anni, arriva in piazza municipio a Niscemi a metà pomeriggio.
Davanti al palazzo ci sono poliziotti, carabinieri e giornalisti. Nei piani superiori dell'edificio i componenti del centro operativo comunale, con in testa il sindaco, lavorano ininterrottamente, hanno appena ricevuto la vice ministra all'Ambiente Vannia Gava per un briefing.
Con Giuseppe ci sono tre compagni di classe: "Da quattro giorni la scuola è chiusa, mi manca la classe, mi mancano gli insegnanti. Spero di ritornare al più presto", dice il ragazzino.
L'istituto Verga, dove Giuseppe frequenta la seconda media, è chiuso. Così come tutte le altre scuole a Niscemi. Tre non si sa quando riapriranno perché si trovano in piena zona rossa, altre due sono al limite mentre il resto degli istituti non ha più riaperto dopo la frana perché c'è un problema legato alle tubature del gas metano, danneggiate dal cedimento del costone.
Impossibile per gli studenti stare in classe senza riscaldamenti con le temperature rigide di quest'inverno, così il Comune ha deciso di fermare le lezioni fino a quando non saranno ripristinati gli impianti. La speranza è di riparare tutto alla fine della settimana per consentire a circa 5 mila ragazzi di fare ritorno nei banchi di scuola già a partire da lunedì prossimo. "Ma non abbiamo ancora certezze", avverte il vice sindaco Pietro Stimolo.












