Esplode un altro caso Francesca Albanese, questa volta a Strasburgo: Fratelli d'Italia chiede infatti al Consiglio d'Europa di cancellare l'audizione in Commissione Affari Sociali, Salute e Sviluppo Sostenibile, della relatrice speciale all'Onu per i territori palestinesi occupati, esprimendo "una forte preoccupazione in relazione al metodo e al merito della citata scelta". A scriverlo è la deputata di FdI Elisabetta Gardini, presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, nella lettera inviata al segretario generale della stessa Assemblea, Despina Chatzivassiliou.

"Come è noto - continua Gardini - da parte della dottoressa Francesca Albanese sono state numerose le inaccettabili posizioni assunte in più occasioni sulla natura di un movimento terroristico, Hamas, responsabile del pogrom del 7 ottobre. Un personaggio inadeguato a ricoprire il ruolo istituzionale in seno a un’organizzazione internazionale che prevede il rispetto di un preciso codice di condotta che tuttavia appare dalla relatrice sistematicamente violato, come dimostrano da ultimo le dichiarazioni del Rappresentante permanente italiano all’Onu, Amb. Maurizio Massari. In particolare, in occasione della presentazione dell’ultimo rapporto della dottoressa Albanese in Terza Commissione dell’Assemblea generale a ottobre scorso, in cui l’Italia figura tra i 63 Stati accusati di 'essere complici del genocidio a Gaza', l’ambasciatore ha dichiarato che il contenuto del dossier eccede palesemente il mandato specifico del relatore speciale e aggiunge che l’Albanese ha dimostrato il totale disprezzo - in particolare negli ultimi mesi - del codice di condotta per i relatori speciali, che include principi di buon senso come integrità, imparzialità e buona fede, che sono il fondamento di qualsiasi rapporto credibile, dell’attuazione del mandato e delle Nazioni Unite stesse'. Massari - sottolinea ancora la Gardini - ha infine ricordato che 'il codice di condotta invita i relatori a garantire che le loro opinioni politiche personali non pregiudichino l’esecuzione della loro missione e a mostrare moderazione, e discrezione per non compromettere il riconoscimento della natura indipendente del loro mandato'".