Condannato a 14 anni e 8 mesi per l’omicidio della moglie. La Corte d’Assise di Cuneo ha pronunciato la sentenza nei confronti di Ernesto Bellino, 76 anni, reo confesso dell’uccisione della consorte Maria Orlando, avvenuta il 28 giugno 2024 nella loro abitazione di Beinette. Disposto anche un risarcimento di 150 mila euro a favore del figlio, parte civile con l’avvocato Enrico Gaveglio.
Uccise la moglie malata, secondo la perizia era capace d’intendere e volere al momento del delitto
Secondo il pubblico ministero Francesco Lucadello, la donna è morta per «asfissia meccanica da strozzamento» al termine di un «attacco brutale e repentino». «Ha cercato e voluto la morte della moglie», ha affermato il pm, ricordando come Bellino abbia continuato a stringerle il collo nonostante si rendesse conto delle sue sofferenze. L’imputato stesso aveva ammesso: «Continuavo a stringerla perché volevo soffocarla e ho continuato fino alla fine».
“Assente un autentico ravvedimento”
Pur riconoscendo le attenuanti generiche per l’incensuratezza e la confessione immediata, l’accusa ha evidenziato l’assenza di un autentico ravvedimento. La difesa, con l’avvocato Fabrizio Di Vito, ha parlato di «una tragedia nella tragedia», sostenendo che il gesto sia stato l’epilogo di una mente provata dalla malattia della moglie e dalla condizione di caregiver senza strumenti e con quella che lo psichiatra di parte ha riconosciuto come un grave disturbo di personalità. Di Vito ha chiesto che venisse riconosciuto l’omicidio preterintenzionale. Le motivazioni, quando verranno depositate, chiariranno la scelta della Corte d’Assise.






