E'pronto il decoder del Dna.
Si chiama AlphaGenome ed è il nuovo strumento nato dalle ricerche sull'intelligenza artificiale che permetterà di capire meglio il funzionamento della molecola della vita, il Dna, e il modo in cui le sue variazioni possono influenzare diversi processi biologici, come la risposta di un organismo all'ambiente o la sua suscettibilità alle malattie.
In futuro potrà aiutare ad approfondire la conoscenza delle malattie genetiche, a migliorare i test genetici e a orientare lo sviluppo di nuove terapie. Questo modello di deep learning è l'ultimo arrivato della Google DeepMind ed è presentato sulla rivista Nature, che gli ha dedicato la copertina.
Dopo i modelli AlphaFold, in grado di decifrare la struttura complessa delle proteine, dall'azienda di Google specializzata in modelli di Ia al servizio della ricerca biomedica arriva un modello che, secondo i ricercatori che lo hanno progettato, potrà contribuire a molte ricerche di base in biologia, la scoperta di nuovi bersagli terapeutici contro molte malattie, individuare le mutazioni che possono generare un tumore, facilitare la diagnosi di malattie rare. Potrà anche essere utile alla biologia sintetica, alla terapia genica e alla ricerca di farmaci a Rna.









