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L'ex governatore della Puglia ammette: “Temo che possa vincere il "sì", senza una campagna chiara”
C’è chi dice no, ma vorrebbe dire sì. Anche Nichi Vendola si colloca sul fronte del no al referendum sulla giustizia, pur riconoscendo di aver guardato con interesse ad alcune delle sue premesse. La posizione ricalca quella espressa da altri esponenti della sinistra, come Goffredo Bettini: un dissenso che nasce non da una difesa dello status quo, ma da un giudizio critico sulla riforma proposta.
Intercettato alla Camera dal Foglio, Vendola ha chiarito subito la propria scelta sul voto referendario: “Voterò no, ma anche io avrei voluto dire sì alla separazione delle carriere, anche io avrei voluto … solo che questa riforma non aggiusta le storture”. La sua valutazione è influenzata anche dall’esperienza personale nei procedimenti giudiziari. L’ex presidente della Puglia ha posto l’accento sul passato da imputato e sul rapporto diretto con il sistema giudiziario: “Ho provato sulla mia carne come la giustizia può stritolare, ma la riforma Meloni-Nordio non risolve nessuna delle criticità, anzi. Dà più poteri ai pm. Ecco perché voterò no”.






