Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
28 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:26
“Ispezioni a sorpresa e sgomberi annunciati nel giro di poche ore”. Succede a Calvairate, quartiere popolare di Milano, dove il Comitato Inquilini denuncia che gli ispettori di Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale Milano) hanno effettuato controlli in diversi alloggi occupati, “concentrandosi in particolare su donne sole con figli minori”. E “in almeno un caso, quello di una madre e di sua figlia, all’ispezione è seguito il distacco dell’energia elettrica e l’ordine di lasciare l’abitazione entro due o tre giorni”.
La vicenda che sta sollevando maggiori polemiche riguarda una donna e la figlia, che vivevano da circa sei anni in un alloggio Aler di via Tommei 2. Secondo quanto riferito dal Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti, giovedì 22 gennaio gli ispettori si sono presentati nell’appartamento: nello stesso giorno il contatore della luce è stato rimosso e alla donna è stato comunicato che lo sgombero sarebbe avvenuto a breve. L’utenza elettrica era intestata al precedente inquilino, ma la donna si è difesa dicendo che la bolletta veniva regolarmente pagata: una condizione frequente per chi occupa senza titolo, dal momento che gli occupanti abusivi non possono intestarsi le forniture. Il caso di via Tommei non sarebbe isolato. Secondo il Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti, negli ultimi giorni situazioni simili stanno interessando diverse famiglie del quartiere, tutte composte da donne sole con bambini. “Gli ispettori stanno minacciando sgomberi senza rispettare i normali iter previsti dalla normativa”, spiega a ilfattoquotidiano.it Grazia Casagrande, del Comitato. “In alcuni casi si tratta di nuclei con minori con disabilità”. Tutte le famiglie coinvolte, sottolinea il Comitato, sono seguite da anni dai servizi sociali del Comune di Milano e dal Comitato. “Il problema è che gli sgomberi vengono annunciati all’improvviso e poi scaricati sui servizi sociali, che hanno tempi di intervento lunghi. In questi casi l’unica alternativa che riescono a proporre è l’accoglienza provvisoria alla Casa Jannacci, una soluzione che per un minore è insostenibile. Nel frattempo le persone restano senza casa o senza utenze essenziali” aggiunge Casagrande.






