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28 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:56
Era stato sperimentato alle Europee del 2024 (ma solo per gli studenti), poi è stato replicato e ampliato anche ai lavoratori in occasione dei referendum su cittadinanza e lavoro del giugno del 2025. Adesso però non c’è traccia del voto per i fuorisede per il prossimo referendum sulla giustizia. Diversamente da quanto avvenuto nelle scorse consultazioni, infatti, il governo di Giorgia Meloni non ha previsto nel decreto sulle consultazioni elettorali l’estensione del diritto di voto agli studenti e ai lavoratori fuorisede. Si tratta di circa 5 milioni di persone che adesso corrono il rischio di non potere esercitare il loro diritto, a meno di pagare un biglietto aereo o ferroviario di andata e ritorno per tornare nel loro comune di residenza in occasione del voto.
“Non c’è un motivo al mondo per impedire il voto a 5 milioni di persone. Non c’è motivo per tornare indietro“, ha detto Elly Schlein nel corso di una conferenza stampa del Pd per lanciare un appello al governo e alla maggioranza: “Votate i nostri emendamenti“, ha detto la segretaria dem facendo riferimento alle proposte presentate al decreto Referendum dal partito in commissione Affari Costituzionali della Camera. “Siamo in un Paese che ha visto l’astensionismo andare oltre il 50% alle europee e ad alcune regionali. Pensavamo che fosse un problema sentito da tutte le forze politiche, evidentemente non è così”, ha affermato Schlein: “Non è una colpa essere fuorisede. Non c’è un motivo al mondo per privare del diritto di voto queste persone. Non ci sono scuse e i tempi ci sono. La sperimentazione è già rodata”, ha concluso.







