MILANO. La polemica sulla sicurezza dei Giochi invernali di Milano-Cortina non si ferma. Dopo lo scontro sull’eventuale presenza dell’Ice statunitense, in Aula al Senato si apre un nuovo fronte: quello sui Pasdaran iraniani. A innescarlo sono state le parole del presidente della Commissione Affari costituzionali, Alberto Balboni, che avrebbe affermato che la sicurezza degli atleti iraniani sarà garantita dai Pasdaran. Un’ipotesi che ha fatto scattare la reazione immediata del Partito democratico.
Il contesto è quello di un dibattito già acceso. Nei giorni scorsi il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva invitato a «non lasciarsi trascinare dalla propaganda» sul ruolo dell’Ice, spiegando che «non arrivano le Ss» ma funzionari. Di segno opposto la posizione del sindaco di Milano Giuseppe Sala, secondo cui quegli agenti «non sono i benvenuti». Le opposizioni hanno chiesto chiarimenti, parlando di «criminali».
L’Ice a Milano e il governo vassallo di Trump
A fare ordine ha provato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo l’incontro con l’ambasciatore Usa Tilman J. Fertitta. Dal Viminale è stato chiarito che gli Stati Uniti allestiranno una sala operativa nel consolato di Milano e che saranno coinvolti analisti dell’Homeland Security Investigations, con funzioni di supporto e collegamento. Nessun incarico operativo sul territorio: la sicurezza resta sotto la direzione delle autorità italiane.










