Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 15:43

Prima il question time in Senato giovedì 22 gennaio, durante il quale si era schierato a favore di “sanzioni” contro “chi ha ordinato i massacri e li ha eseguiti”, aveva detto riferendosi alla repressione delle manifestazioni delle scorse settimane da parte del regime in Iran. Quindi lunedì il post su X con cui ha annunciato di voler chiedere l’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni riconosciute come terroristiche dall’Ue. Oggi Teheran ha risposto al ministro degli Esteri Antonio Tajani convocando l’ambasciatore italiano.

Il governo italiano è favorevole a “un nuovo pacchetto di sanzioni incisive ed efficaci dirette contro chi ha ordinato i massacri e li ha eseguiti” in Iran, aveva detto giovedì il capo della Farnesina a palazzo Madama, spiegando che l’Ue sarebbe intenzionata ad approvare le misure “già in occasione del prossimo Consiglio affari esteri a Bruxelles la settimana prossima”. “Stiamo valutando se inserire nella lista delle organizzazioni terroristiche nel complesso i Pasdaran”, aveva aggiunto, spiegando che “sono due cose distinte”.

Lunedì Tajani è tornato sulla questione: “Le più recenti rivelazioni sulle perdite subite dalla popolazione iraniana durante le proteste impongono una risposta chiara”, ha premesso lunedì in tarda mattinata sul social network. Quindi l’annuncio: “Giovedì al Consiglio Affari Esteri proporrò, in coordinamento con gli altri partner, l’inclusione dei Guardiani della Rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche oltre che sanzioni individuali contro i responsabili di questi atti efferati”.