UDINE - Resta ancora chiusa e inutilizzata (ma comunque riscaldata) la piscina terapeutica dell'Istituto Gervasutta, dopo quasi un anno. Se, inizialmente, era "fuori servizio" di necessità per il cantiere di manutenzione straordinaria sulla copertura, anche dopo la fine dei lavori non è tornata operativa, perché, come confermato dall'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, nell'acqua in ingresso (non è mai stato rinvenuto nella vasca della piscina) è stato trovato un batterio che ancora i tecnici non sono riusciti a debellare.
Il direttore generale di AsuFc, Denis Caporale, conferma che la piscina per il momento resta off limits, in via prudenziale, vista la presenza di questo patogeno, che gli addetti non sono ancora riusciti a eradicare. La piscina, ricorda l'Azienda, è stata soggetta «a un periodo di chiusura per interventi di manutenzione strutturali. In previsione della riapertura, sono stati effettuati, come da normativa, i campionamenti per verificare parametri chimici e microbiologici. È stata quindi riscontrata, nell'acqua in ingresso, la presenza di un batterio ubiquitario, considerato un patogeno opportunista».
Questo batterio «ha la capacità di formare negli impianti un biofilm che lo protegge rendendone più difficile l'eradicazione», fa sapere Caporale. L'Azienda puntualizza che, «pur non essendo mai stato ritrovato nell'acqua in vasca» il patogeno, «considerata la particolare fragilità dei pazienti che vi accedono, si è ritenuto prudenziale ed opportuno, a tutela di pazienti ed operatori, porre in atto provvedimenti tecnici aggiuntivi per eliminarlo».






