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28 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:13
“Buongiorno Italia“. Questa la frase che Lorenzo Musetti aveva scritto sulla telecamera del centrale di Melbourne dopo la vittoria agli ottavi degli Australian Open contro Taylor Fritz. E sembrava essere un “buongiorno” anche quello di oggi, c’erano tutti i presupposti perché lo fosse. Il carrarino stava dominando Novak Djokovic ai quarti di finale e aveva vinto i primi due set. “Ne è valsa la pena”, avrà pensato qualsiasi italiano sveglio dalle 5:45 del mattino per vedere l’azzurro. Poi la fitta alla coscia su quell’allungo sullo 0-40 e servizio nel terzo game del terzo parziale e il labiale chiarissimo: “Fisio“. Musetti ha lo sguardo perso nel vuoto. Sa già che è tutto finito, sul più bello.
Infatti è crollato tutto. Proprio nel momento migliore di Musetti: stava per battere il re di Melbourne, stava per raggiungere la prima semifinale agli Australian Open, stava facendo sognare tutta l’Italia per il potenziale derby contro Jannik Sinner e stava per raggiungere la top 3 nel ranking mondiale, dietro solo ai due “mostri”, Alcaraz e Sinner appunto.














