L'Ucraina deve rinunciare al Donbass per ottenere le garanzie di sicurezza americane: è il Financial Times a rilanciare la posizione degli Stati Uniti sul processo di pace, in un'esclusiva che cita fonti a conoscenza del dossier.
Smentita dalla Casa Bianca, la ricostruzione é però in linea con la cosiddetta formula di Anchorage su cui insiste Mosca e che sarebbe stata concordata da Donald Trump e Vladimir Putin al vertice di ferragosto in Alaska.
In attesa che l'intricato nodo territoriale si sciolga, le forze russe continuano a bombardare, provocando almeno otto morti e danni alle reti energetiche nel sud-est. Anche la città di Odessa è finita nel mirino dei droni. Volodymyr Zelensky nei giorni scorsi ha enfatizzato il raggiungimento di un'intesa con Washington sulle future garanzie per Kiev, assicurando che i documenti sono "pronti al 100% e manca solo il luogo e data per la firma". Il leader ucraino vorrebbe chiudere a breve, anche per avere una leva nei futuri colloqui con Mosca. L'ok definitivo degli Usa sarebbe invece meno scontato. Perché l'amministrazione Trump - secondo il quotidiano britannico - sta ora segnalando che i suoi impegni di sicurezza dipendono dal raggiungimento di un accordo tra Kiev e Mosca. In quest'ottica, Washington ha lasciato intendere che prometterebbe all'Ucraina più armamenti per rafforzare il suo esercito in tempo di pace se accettasse di ritirare le sue forze dalle parti del Donbass che ancora controlla: esattamente quello che chiede il Cremlino. "L'unico ruolo degli Stati Uniti è quello di riunire entrambe le parti per raggiungere un accordo", ha risposto la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly, definendo l'articolo del Ft "totalmente falso", frutto di "attori maligni che mentono anonimamente per rovinare il processo di pace".







