La legge sull'antisemitismo compie un passaggio parlamentare importante.

Nella Giornata della Memoria la Commissione Affari costituzionali del Senato ha adottato un testo base tra i sette ddl finora presentati: la scelta è caduta su quello di Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega, e su esso i gruppi dovranno presentare entro il 10 febbraio gli emendamenti, con l'impegno chiesto dal presidente del Senato Ignazio La Russa, di concluderne entro il mese di febbraio l'esame e il voto.

Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche in Italia ha espresso "apprezzamento" per questo passaggio, ma la strada resta in salita: nonostante la senatrice Liliana Segre abbia auspicato una "ampia convergenza": divergenze rimangono all'interno del centrosinistra e ora anche nel centrodestra, sull'introduzione del saluto romano tra le manifestazioni di antisemitismo. Su indicazione della relatrice Daisy Pirovano (Lega) è stato scelto il testo a firma di Romeo. Si tratta, ha detto Pirovano, della proposta presentata per prima (gennaio 2024) e poi è identica ad un ddl di Iv (di Ivan Scalfarotto), cioè un gruppo di opposizione: un auspicio per un lavoro condiviso. Ma si è partiti subito con una divisione. Pd, M5s e Avs hanno votato contro. Il Pd, con Andrea Giorgis, ha detto che i Dem avrebbero preferito un'altra procedura, con un comitato ristretto che avrebbe dovuto redigere un testo condiviso; Alessandra Maiorino di M5s ha detto di ritenere il ddl Romeo "il più divisivo", anche perché prevede la possibilità di vietare le manifestazioni che possano sfociare nell'antisemitismo; Peppe De Cristofaro di Avs ha detto di ritenere già sufficiente l'attuale normativa, cioè la legge Mancino: "va fatta rispettare" magari punendo i saluti romani. Anche in Aula, nella commemorazione della Shoah, il capogruppo di M5s Stefano Patuanelli ha detto che i pentastellati voteranno la legge sull'antisemitismo "se si acclarerà che il braccio teso ad Acca Larentia è una manifestazione di antisemitismo".