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27 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:42
L’arbitro Mariani non aveva visto il contatto tra Bremer e Hojlund in area e aveva chiesto al Var di fare un controllo. Doveri e Di Paolo però da Lissone gli hanno comunicato di far proseguire il gioco. È questo il retroscena che emerge da Open Var su Dazn riguardo all’episodio più discusso dell’ultima giornata: il calcio di rigore non fischiato al Napoli contro la Juventus. Doveri è un arbitro esperto, internazionale, che fischierà ai prossimi Mondiali. Il suo metro arbitrale è spesso all’inglese, certi contatti anche duri non vengono considerati fallosi. Dall’Aia però la vedono diversamente e Dino Tommasi, componente della Can A e B, lo ha fatto capire chiaramente: “Per il fatto che Bremer cinge il collo di Hojlund fino a portarlo a terra, l’intervento è sicuramente falloso e c’è un parametro evidente nella trattenuta”. Secondo i vertici arbitrali, era un calcio di rigore e Mariani andava chiamato all’on field review.
Già era trapelata l’irritazione di Gianluca Rocchi nel lunedì post gara. Ora Tommasi a Open Var ricostruisce così il tutto: “Mariani comunica alla Sala Var, quindi a Doveri e Di Paolo, che non ha visto la situazione di Bremer su Hojlund, perché probabilmente stava guardando a destra e perde la priorità sul centro dell’area di rigore in quel momento. Premettiamo che Mariani ha arbitrato molto bene la gara”. Quindi cosa succede? “Lui non vede il primo contatto, il secondo contatto (Kalulu-Vergara) è effettivamente leggero, c’è un piccolo appoggio. Diciamo che non ci sono parametri chiari per un intervento falloso“. Sul primo, l’azione di Bremer che fa cadere a terra Hojlund, la valutazione è diversa: “Cinge il collo con tutte e due le mani, lo trattiene col braccio sinistro e lo trattiene a terra”. La conclusione di Tommasi è netta: “Mariani chiede appunto (al Var) perché non ha potuto valutare l’intervento e quindi questo è un calcio di rigore mancante e manca una Ofr per farlo rivedere a Mariani”.






