TALMASSONS (PORDENONE) - Se n'è andata lasciando in eredità una sinfonia di serenità e pace a una comunità parrocchiale che, per quasi quarant'anni, a ogni celebrazione aveva la certezza di volgere lo sguardo verso l'organo della chiesa e di trovarla al suo posto, pronta ad accompagnare la corale. La morte di Elisabetta Dose, 62 anni, insegnante di educazione musicale nelle scuole medie di Rivignano Teor, prima donna sindaco del Comune di Talmassons, scuote un paese già provato dalla perdita improvvisa di don Juan Carlos Cerquera Trujillo, morto la sera del 23 gennaio. Il suo ultimo cammino, brevissimo, si è interrotto ieri mattina ed è stato una profonda testimonianza di fede. «Ha affrontato con grande serenità la malattia - racconta la sorella maggiore Daniela Dose - circondata da un grande affetto e questo testimonia quanto le volessero bene».
Cresciuta a Talmassons in piazza Pacifico Valussi, suo antenato, si è donata sin da ragazza alla comunità. È stata per decenni un sostegno importante per don Enrico Pagani, mancato nel 2020, una «testimonianza ecclesiale continuativa e molto profonda», come precisa la sorella. Ha iniziato a insegnare a Rivignano subito dopo aver conseguito il diploma in pianoforte e per alcuni anni ha ricoperto anche il ruolo di vice preside. Era molto vicina ai suoi allievi, ne aveva grande cura, e ieri in tanti l'hanno ricordata con messaggi molto affettuosi sui social. Aveva un senso del dovere fuori dal comune. Dal 1995 al 1999 ha indossato la fascia tricolore. Il suo valore, il suo senso di comunità e lo spirito di servizio, si evincono dalle prime dichiarazioni rilasciate dopo l'elezione a sindaca (aveva 31 anni): «Ritengo che ci debba essere più partecipazione, meno immagine nella gestione della cosa pubblica. Rinnovamento, perché rinnovare è un segno di democrazia. Ho sempre detto che sarò il sindaco di tutti e lo confermo. L'opposizione deve tener presente la scelta di chi ha votato e, come noi, lavorare per la gente».






