Il legame tra infezione da Epstein Barr virus (Ebv) e sclerosi multipla, anche nelle forme pediatriche della malattia, è noto e sono tanti i ricercatori impegnati a capire come il virus aiuti a scatenare la malattia. Tra loro c’è anche il team di Roland Martin dell'Università di Zurigo che ha scoperto come l’infezione del virus responsabile della mononucleosi potrebbe, in soggetti geneticamente predisposti, contribuire a scatenare le anomale reazioni del sistema immunitario che si osservano nella sclerosi multipla. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati su Cell.

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Sclerosi multipla: una malattia multifattoriale

Il punto di partenza del loro lavoro infatti è questo: la sclerosi multipla è una malattia a base autoimmune multifattoriale, vale a dire, il cui sviluppo è legato tanto a fattori genetici che ambientali. Conosciamo alcune caratteristiche genetiche e alcuni fattori ambientali legati all'insorgenza e all’evoluzione della malattia: non conosciamo ancora però gli esatti meccanismi che possano spiegare perché, in alcuni soggetti geneticamente predisposti, insorga la sclerosi multipla.

Martin e colleghi si sono concentrati proprio su questo aspetto: nel dettaglio hanno cercato di capire come il virus di Epstein-Barr possa favorire la malattia in soggetti predisposti, quelli HLA-DR15 positivi. Si tratta di una predisposizione (più correttamente di un aplotipo) nota per essere il più importante fattore di rischio genetico per la malattia. Vale a dire: influenza la possibilità di svilupparla ma da sola non basta. Lo stesso vale per l’infezione da Ebv, diffusissima nella popolazione: si stima che interessi oltre il 90% delle persone.