Diceva «Ti sfregio la faccia con l'acido» e «ti mando su una sedia a rotelle». Poi «Fai schifo» e «non esci viva da qui», con la testa presa per i capelli e avvicinata al fornello acceso. E oggetti scagliati addosso, cellulari spaccati e il divieto tassativo di chiamare i carabinieri: a fare tutto questo, secondo le accuse della moglie e della procura di Ivrea, è Mauro Favaro, per tutti Omar. Cioè l'autore del massacro di Novi Ligure insieme alla fidanzatina di allora, Erika De Nardo: i due avevano 16 e 17 anni e il 21 febbraio 2001 uccisero con 97 coltellate la madre di lei, Susy Cassini, e il piccolo Gianluca, il fratellino che aveva solo 11 anni. Il 19 marzo, a distanza di 25 anni da quel dramma, Favaro tornerà a processo per maltrattamenti e violenza sessuale ai danni dell’ex moglie: stamattina si è tenuta l’udienza preliminare e il giudice ne ha disposto il rinvio a giudizio.

Per le vicende di Novi Ligure il Tribunale dei minori di Torino stabilì 16 anni di carcere per lei e 14 anni per lui, sentenze confermate in appello e in Cassazione.

Entrambi i protagonisti di quella terribile vicenda si sono rifatti una vita dopo aver scontato la pena. Omar Favaro, oggi 42enne, ha sposato una donna conosciuta tramite i social network ed è nata anche una bambina.