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Germania e Italia chiedono all’Ue una linea più dura contro la repubblica islamica, spingendo per inserire i guaridani della rivoluzione nella lista terroristica. Teheran reagisce convocando l’ambasciatrice italiana, mentre a Bruxelles resta il nodo dell’unanimità
La diplomazia europea attraversa una fase di forte tensione mentre Germania e Italia intensificano le pressioni sull’Unione Europea affinché assuma una posizione più dura nei confronti dell’Iran, in particolare sulla possibile inclusione delle Guardie rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’UE.
In un’intervista rilasciata al quotidiano israeliano Israel Hayom in occasione della Giornata della Memoria, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha affermato che “un regime che evidentemente non ha altra scelta se non quella di sparare sulla propria popolazione ha perso ogni legittimità”, sostenendo che Berlino sta lavorando a Bruxelles affinché le Guardie rivoluzionarie, accusate di un ruolo centrale nella repressione delle proteste in Iran, vengano inserite nella lista nera dell’Unione.






