ASpalletti mancava una nottata come quella che ha vissuto contro il Napoli.
Con la sua Juve aveva battuto due dirette concorrenti per la Champions come Bologna e Roma, ma non era riuscito a mettere la firma su una partitissima del genere.
Anche perché, a ben vedere il calendario, la sua strada in bianconero non si è ancora incrociata con big come Inter e Milan, e nemmeno in Europa ha affrontato le cosiddette "squadre di cartello".
Il 3-0 contro i campioni d'Italia in carica, pur con l'infermeria piena, è la miglior cartina tornasole della metamorfosi della Juve con il tecnico di Certaldo. Soltanto un mese e mezzo fa, i bianconeri cadevano al Maradona sotto i colpi di Hojlund; domenica, Locatelli e compagni hanno dominato i partenopei e, soprattutto, si sono portati a una sola lunghezza di distanza dalla squadra di Conte. Un cambio di marcia non solo nei risultati e nelle prestazioni, ma anche nella testa dei giocatori, intesi come singoli o squadra.
"Siamo un gruppo felice, sappiamo di essere forti ma vittorie come questa lo dimostrano ulteriormente" ha commentato Thuram, eletto migliore in campo della gara; "Ce lo meritiamo perché abbiamo sempre lavorato duramente anche quando le cose non andavano bene, siamo un gruppo di bravi ragazzi che danno sempre tutto" il messaggio di capitan Locatelli. Tutta la Juve ha proprio un altro aspetto, il simbolo della rinascita è rappresentato da David: da quando è sbarcato in Italia e sotto la Mole ha realizzato sei gol, la metà è arrivata a gennaio.










