L'assurdità della guerra.

L'intelligenza artificiale. I labirinti della mente. La critica sociale verso l'Italia. Il bouquet canoro di fiori di Sanremo, il quinto da direttore artistico per Carlo Conti, dopo l'edizione record dello scorso anno e la tripletta 2015-2017, è variegato sia come temi che come generi musicali anche se le ballad più o meno romantiche sono davvero molte. Ma c'è spazio per urban pop, rap, indie, cantautorato, country, rock. Tanti i temi dunque, quasi nessuno troppo leggero o banale ma quello più 'necessario' arriva forse dalla Stella Stellina di ERMAL META musicata anche da Dardust con sonorità medio-orientali e dedicata a una dei tanti bambini uccisi a Gaza. "Dalla collina si attende primavera ma non c'è quel che c'era, non ci sei più tu". Struggente il finale alla De André: "Come le farfalle, hai vissuto solo un giorno".

Sorprendente l'elettro pop di DITONELLAPIAGA che ritorna a Sanremo dopo la partecipazione con Rettore con le cose che la infastidiscono dalla moda di Milano allo snob romano, dal politico al pranzo salutare. Emozionante la lettera di SERENA BRANCALE alla mamma perduta: "e se ti portassi via da quelle stelle, per cancellare il tuo addio dalla mia pelle". Convince la ballad struggente e urlata di EDDIE BROCK: "Ma se lo sai che scegli sempre quello che ti farà male, e resti sola dentro un letto da rifare, perché è più facile farti spogliare, che spogliarti il cuore". Funziona anche quest'anno la strana coppia MARCO MASINI E FEDEZ. Il rap di quest'ultimo non risparmia chi lo attacca: "La gente pudica giudica, che brutta gente che frequenta Fedez ma ci si dimentica che Giuda se la faceva con gente per bene". E la voce di Masini esplode perché "i mostri non stanno solo sotto al letto". MICHELE BRAVI racconta chi si sente inadeguato: "Dovresti vergognarti che dopo anni non la smetti di mancarmi". L'amore la fa da padrone anche negli Animali Notturni di MALIKA AYANE, così diversa dal solito: "Quando mi guardi fai voragini, e io non mi difendo più. Fuori è pieno di persone" ma "nessuno ci capirà mai".