Viaggio a Capo Nord o lungo la «Via della seta»? Nessun problema, basta scaricare un’applicazione sul cellulare e collegarlo all’auto, al camper, al Tir. Dentro, c’è tutto, dalla navigazione alla mappatura ottimale delle centraline per ottenere il risultato richiesto. Una sorta di «super cruise-control», che limita al minimo le variabili per migliorare comfort e sicurezza. Certo, l’avventura è tutta un’altra storia. Ma per viverla, basta non scaricare l’applicazione e viaggiare alla vecchia maniera.
«Cerchiamo di rendere smart i dispositivi, lavoriamo sulla mobilità del futuro, per prenderci cura delle persone, all’interno e all’esterno dei veicoli», dice Marco Bazzani, Innovation Manager di Teoresi Group, azienda con un fatturato di oltre 60 milioni di euro e che ha appena completato l’acquisizione (avviata nel 2023) di Binding Future, società specializzata in tecnologie web, mobile e cloud, con il lancio di una divisione dedicata alla trasformazione digitale. Applicazioni per l’industria 4.0, per la domotica, per la telemedicina. E per la mobilità del futuro.
«Saremo sempre più connessi. E assistiti», aggiunge il manager. Immagina città che pullulano di «veicoli a guida autonoma, capaci di scambiare informazioni con l’ambiente circostante», qualcosa che si avvicina a «uno smartphone con le ruote», roba che potrebbe costargli il linciaggio in un consesso di «puristi cilindri&pistoni», ma in linea con le vetrine degli ultimi Saloni dell’auto. E con il futuro. Certo, l’abbinamento ideale è con il mondo dell’elettrico, «ma queste tecnologie sono applicabili anche ai motori termici. I software possono gestire o suggerire la gestione ottimale del cambio, la connessione tra veicoli e la possibilità di “leggere” l’ambiente può suggerire se incominciare a decelerare o frenare». Miracoli favoriti dalla diffusione del 5G, con la possibilità di «utilizzare radar o sistemi Lidar per individuare “ostacoli” tridimensionali». Per identificare pedoni e biciclette, poi, ci sono anche altri sistemi: «A Torino è stata avviata una sperimentazione assieme al Comune «per telecamere a bordo strada che possano individuare oggetti e persone. Quel dato può essere comunicato ai veicoli per evitare incidenti».






