Egregio direttore, ci si indigna per quanto è successo in Svizzera con la strage di numerosi adolescenti e nel contempo la liberazione, previo pagamento di una cauzione, del Sig. Moretti. Nella tanto osannata Svizzera se non vado errato vige un sistema giudiziario particolare che prevede la separazione dei poteri ai vari livelli, giudici eletti dal Parlamento con criteri partitici che durano in carica 6 anni.

Domanda: siamo nel campo della separazione delle carriere nonché entriamo nel campo minato del "sorteggio" che si vorrebbe introdurre anche in Italia? Non so se in Italia il responsabile, dopo questa strage, sarebbe uscito dal carcere così allegramente.

Giuliano R.

Cittadella

Caro lettore, non mi sarei immaginato che si cercasse di sfruttare anche la strage di Crans per orientare il voto sul referendum sulla giustizia. Mi sbagliavo. Evidentemente anche i confini del buon gusto, oltre a quelli del buon senso, sono stati ampiamente oltrepassati. Ma vengo al merito delle sue considerazioni. Lei dice che in Italia, dove non c'è la separazione delle carriere, Moretti non sarebbe uscito dal carcere così allegramente. Non lo so. La controprova non esiste. In Italia siamo stati però capaci di far scarcerare un mafioso del calibro di Pasquale Zagaria per l'errore di un tribunale nello scrivere una mail o un boss come Domenico Paviglianiti perché gli uffici giudiziari avevano sbagliato a calcolare la pena. Per non dire dei tanti malviventi che vengono liberati dopo poche ore anche se colti in flagranza di reato.