dalla nostra inviata
Tre villini a pochi chilometri di distanza. Quello dove tutto è cominciato, con l'omicidio di Federica Torzullo, l'altro della sua mamma che non risponde, abbaiano solo i cagnolini e lei liquida al telefono «sto col bambino, capisca», e quello di via Tevere dove i genitori di Claudio Carlomagno hanno preso due sedie e si sono impiccati alla trave del garage. Tutto parla di morte. Eppure Pasquale Carlomagno e Maria Messenio un tempo ballavano anche. Impegnati, lavoratori attivi, una vita limpida e normale. In un paesino che è un presepe, eppure tutto è cambiato, il mondo «è caduto addosso» e Anguillara non è la stessa. C'è il sole, il lago all'orizzonte, anche un matrimonio in Comune, ma l'atmosfera è cupa. Tutti si interrogano. Dalla signora Lorenza la vicina di casa che in vestaglia rosa e capelli scompigliati mostra dove è avvenuto l'ultimo gesto di una coppia messa ko. «Ho sentito urlare la sorella di lei: "Non è giusto", ho sentito tanti rumori, mentre nei giorni prima tutto silenzio, mi è caduto il mondo addosso, erano le 19.30».
Ma prima di quel che racconta Lorenza val la pena ricordare quanto in lacrime seduto in fondo su una panca della chiesa Regina Pacis ripete un amico: «Andavano lasciati in pace, troppe lingue cattive, non hanno retto alla pressione del paese. Li conosco da dieci anni, andavamo a ballare insieme, balli di gruppo. Li voglio ricordare bene, anche se piango da ieri». Piangono all'uscita della messa delle 11 due donne. «Non li abbiamo visti più, capisco il dolore, ma non mi aspettavo un gesto del genere». Una si lascia sfuggire: «Oggi mi sembrava di vederla Maria, qui davanti che faceva volontariato da ex agente della polizia, ci eravamo viste a dicembre per l'elezione del centro anziani».











