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27 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:07
Una Convention dei repubblicani per il midterm. È l’ultima trovata di Donald Trump per cercare di salvare il suo futuro politico. La Casa Bianca comunica che il presidente è riuscito a ottenere dal G.O.P il via libera a “un incontro di midterm in stile convention America First, in linea con la sua visione di dare energia al partito questo autunno”. L’evento dovrebbe illustrare “le grandi cose che abbiamo fatto a partire dalle elezioni presidenziali del 2024”. In realtà, i segnali per Trump non sono per nulla buoni. Il suo indice di gradimento è molto basso. Le sue politiche – a partire dalla repressione violenta scatenata dall’ICE a Minneapolis e in molte città americane – sono sempre meno popolari. Di qui, la ricerca disperata di modi per risalire la china e mantenere il controllo del Congresso il prossimo novembre. La Convention è solo uno dei modi. Tra le strategie perseguite con particolare attenzione, c’è quella relativa a regole e procedure elettorali.
Le Convention sono di solito organizzate nell’anno delle presidenziali. Il fatto che Trump ne voglia mettere in piedi una alla vigilia del midterm – almeno 60 giorni prima del voto del 3 novembre, probabilmente a Las Vegas – mostra il bisogno disperato di un evento mediatico che rilanci la sua agenda e soprattutto compatti gli elettori repubblicani, sempre più disorientati di fronte alle scelte dell’amministrazione. I democratici sono convinti di vincere, e alla grande, il prossimo 3 novembre. James Carville, stratega democratico di lungo corso, prevede che al midterm il suo partito conquisterà il Senato e farà incetta di seggi alla Camera, tra i 25 e i 45.







