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14 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:04

Confusione. Sospetto. Paura. È quello che Donald Trump e la sua amministrazione stanno alimentando in vista delle elezioni di midterm. Il presidente teme la sconfitta, con conseguente perdita del controllo del Congresso. Ciò toglierebbe slancio alla sua agenda e farebbe sicuramente partire un nuovo procedimento di impeachment nei suoi confronti. La parola “sconfitta” non esiste però nel vocabolario di Trump, che sta dunque facendo di tutto per evitarla. Chiede ai repubblicani di modificare i confini dei distretti elettorali, in modo da favorire i suoi candidati. Minaccia di emettere un ordine esecutivo per porre fine al voto per posta (secondo la Costituzione sono gli Stati e il Congresso, non il presidente, a fissare le regole elettorali). Attacca le macchine del voto, ne chiede la rimozione perché inattendibili. Riempie le agenzie del governo di fedelissimi che hanno messo in dubbio il risultato del 2020 e sono pronti a farlo nel 2026. Manda l’esercito nelle città, cosa non esattamente confortante per gli afroamericani che nel Sud, dopo la Guerra Civile e per decenni, furono tenuti lontani dal voto grazie a violenze e linciaggi dei gruppi paramilitari bianchi.