Gregory Bovino è stato rimosso dal suo incarico di comandante del Border Patrol.
Lo riporta The Atlantic citando alcune fonti, secondo le quali Bovino - al momento a Minneapolis - tornerà al suo precedente incarico a El Centro, in California, e andrà in pensione a breve.
La rimozione di Bovino, aggiunge The Atlantic, segnala che l'amministrazione Trump sta rivalutando le sue tattiche dopo la morte di Alex Pretti. Il controverso comandante degli agenti anti-immigrazione è stato sommerso dalle critiche nel fine settimana per aver dichiarato che il Secondo Emendamento non si applicava a Pretti. Sempre secondo The Atlantic, la ministra della Sicurezza nazionale americana Kristi Noem e il suo consigliere Corey Lewandowski rischino il posto dopo l'incidente a Minneapolis.
Il Dipartimento per la Sicurezza interna americano smentisce la notizia. "Bovino non è stato sollevato dai suoi incarichi", ha scritto su X la vicesegretaria del dipartimento Tricia McLaughlin ribadendo il messaggio della Casa Bianca secondo cui Bovino "è una parte fondamentale della squadra del presidente e un grande americano". I commenti seguono un articolo della rivista The Atlantic riportante che Bovino sarebbe stato rimosso dal suo ruolo di comandante generale del Border Patrol e che tornerà al suo precedente incarico di dipartimento in California. La pubblicazione ha tratto la notizia da un funzionario del Dipartimento per la Sicurezza interna e da due persone a conoscenza della retrocessione. La rimozione di Bovino, se confermata, significherebbe un drastico cambiamento nell'approccio di Trump alle tattiche aggressive utilizzate a Minneapolis, dove sabato gli agenti del Border Patrol hanno sparato e ucciso Alex Pretti, un infermiere di terapia intensiva di 37 anni.














