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26 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 22:02
L’Italia – a causa della vicenda di Osama Njeem Almasri – di nuovo nel mirino delle autorità europee. Roma è stata deferita all’Assemblea degli Stati parte della Corte penale internazionale (Cpi) per il caso dell’ex capo della polizia giudiziaria libica e comandante della milizia Rada, accusato di aver commesso torture e violenze ai danni dei detenuti nel carcere di Mitiga. La decisione è stata presa dalla Camera preliminare della Corte e sarà discussa nell’ambito della prossima riunione dell’Assemblea, in programma per il mese di dicembre.
La vicenda rappresenta un nuovo problema per il governo italiano riguardo al caso del comandante libico, arrestato in Libia a novembre. Tra le opzioni prese in considerazione dai giudici, c’era anche quella di deferire l’Italia al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il che avrebbe comportato un dibattito ufficiale al Palazzo di Vetro a New York, un evento che sicuramente avrebbe avuto un impatto negativo sull’immagine internazionale dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. I giudici dell’Aja accusano l’Italia di non aver rispettato i propri obblighi internazionali per non aver eseguito la richiesta di arresto e consegna di Almasri. Il libico era stato arrestato a Torino il 19 gennaio dello scorso anno, ma scarcerato due giorni dopo e rimpatriato in Libia a bordo di un aereo di Stato.









