Dopo le edizioni in Danimarca e in Belgio si è riunito ad Amburgo, in Germania, il vertice del Mare del Nord, al quale hanno preso parte altri nove Stati europei, vale a dire Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito.

Hanno preso parte all'evento anche le istituzioni europee e oltre 140 rappresentanti di aziende, associazioni e organizzazioni non governative.

L'obiettivo dichiarato è di rendere la regione del Mare del Nord come il più grande hub mondiale per l'energia pulita. Ma non solo nel salutare tutti i partecipanti, il cancelliere federale Friedrich Merz ha sottolineato i due obiettivi principali del forum: "in primo luogo l'approvvigionamento energetico attraverso la costruzione di impianti offshore nella zona economica più interessante che abbiamo a disposizione e, in secondo luogo, il tema della sicurezza nel nord, che ci accompagnerà anche in questa conferenza". Per quanto riguarda il primo di questi obiettivi, molto è stato sottoscritto nella Dichiarazione dei ministri dell'Energia dei Paesi partecipanti. In particolare, s'intende procedere con parchi eolici offshore con connessione elettrica a più di un Paese, nonché parchi eolici offshore collegati alla zona economica esclusiva di altri Paesi. In concreto, gli Stati del Mare del Nord hanno concordato di collegare in rete fino a cento Gw di capacità di produzione transfrontaliera. Sulla base di ciò, il settore si impegna "a ridurre i costi di produzione dell'energia elettrica del 30% entro il 2040, a investire 9,5 miliardi di euro in nuove capacità produttive in Europa entro il 2030 e a creare 91.000 nuovi posti di lavoro".