Un "resoconto sui preparativi per un attacco americano all'Iran" è sul tavolo del governo di Israele.

E i suoi vertici, a cominciare dal premier Benjamin Netanyahu, sono pronti a "tutti gli scenari".

Ne è sicura una parte della stampa israeliana, secondo cui l'ipotesi di un nuovo colpo militare contro Teheran resta tutt'altro che fuori discussione dalle parti di Washington. Di fronte a queste voci in evoluzione, il regime degli ayatollah, già alle prese nelle ultime settimane con dure proteste popolari con migliaia di morti, non ha tardato nel recapitare un suo messaggio. "Se ci sarà un'aggressione da parte degli Stati Uniti o di Israele, incontrerà una risposta più dolorosa e decisa rispetto al passato", ha tuonato un portavoce ministeriale.

Intanto, emergono nuove indiscrezioni sulla possibilità che il leader supremo Ali Khamenei si trovi in un rifugio sotterraneo a Teheran: la scelta, riporta Iran International, sarebbe dovuta proprio ai rischi di un attacco statunitense. Tali piani potenziali sono stati trattati nell'ultimo gabinetto politico di sicurezza del governo Netanyahu, riporta Ynet. Riunione che segue i colloqui intercorsi tra vertici militari israeliani e colleghi americani per perfezionare il coordinamento difensivo dei rispettivi eserciti.