13 ace, quasi il 90% di punti vinti con la prima palla, una sicurezza nei propri mezzi diversa rispetto al passato. Nell’élite del tennis mondiale adesso c’è definitivamente anche Lorenzo Musetti, che ha battuto nettamente Taylor Fritz (uno che su cemento tira forte) per 3-0 (6-2, 7-5, 6-4) e adesso si prepara ad affrontare Novak Djokovic ai quarti di finale. Una vittoria in cui Musetti è rimasto concentrato dall’inizio alla fine, ha trovato continuità con i suoi colpi migliori e con il servizio. L’azzurro sembra aver fatto uno step in più rispetto agli anni precedenti, anche se Sinner e Alcaraz, sembrano ancora distanti.

“Ero davvero concentrato sul mio gioco, su quello che dovevo fare. Non lo guardavo. Probabilmente è stato questo a fare la differenza tra questo incontro e altri in cui forse a volte mi concentravo troppo sul mio avversario”, ha spiegato in conferenza stampa Musetti, che spesso nel corso dei match – soprattutto in quelli più lunghi – faticava a rimanere sempre in partita e si lasciava distrarre dall’avversario, dal pubblico e da qualsiasi cosa avesse intorno.

I miglioramenti di Musetti sono evidenti infatti sia sul piano tecnico che su quello mentale. Parlando di aspetto puramente tecnico, l’azzurro adesso prova a essere più propositivo in risposta, ha avanzato la sua posizione di partenza e di conseguenza sta trovando più incisività con i colpi da fondo. A variare è sempre stato bravo, adesso lo fa ancora di più (e meglio) perché riesce maggiormente a comandare gli scambi. E poi il servizio, vera arma in più in questi mesi.