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26 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:28

Almeno una volta gli sarà passato per la testa, mentre il suo (?) Napoli affondava malamente contro quella che un tempo era stata davvero la sua Juventus, e la curva bianconera lo prendeva in giro, dedicandogli il solito coro di sempre, ma stavolta di scherno e non d’amore. Chi gliel’ha fatto fare? Antonio Conte doveva tornare a Torino.

Juventus-Napoli è stato uno snodo importante del campionato, e non soltanto per il risultato, che ha tagliato fuori – forse in maniera definitiva – i campioni d’Italia dalla corsa scudetto, risucchiandoli pericolosamente in quella per il quarto posto, dove in quattro (Napoli, Juve, Roma e forse persino il Como) si giocheranno i due slot in Champions a disposizione alle spalle delle milanesi. Ancora più suggestivo gli incroci di personaggi, sentimenti, storie di vita. Luciano Spalletti che seduto sulla panchina della Juve col tatuaggio del Napoli sul braccio – già questo un ossimoro – si è preso lo sfizio di togliersi la rivincita contro tutto l’ambiente (presidente, calciatori, tifosi), che gli avevano dedicato pensieri non proprio carini dopo il burrascoso addio post scudetto. E poi Conte, appunto, da avversario nel suo stadio, sconsolato e quasi umiliato, alla guida di una squadra irriconoscibile, che pare averlo già rigettato.