Nelle scorse ore il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti ha rilanciato il tema della rottamazione delle cartelle esattoriali, auspicando che questo strumento possa essere esteso anche ai Comuni, come ulteriore volano per le entrate tributarie. L’intento è quello di affrontare in modo concreto l’enorme quantità di crediti fiscali accumulati nel corso degli anni e rimasti inevasi. Per il numero uno di XX settembre, si tratta di una soluzione di tipo transattivo tra Amministrazioni comunali e contribuenti che potrebbe rappresentare la chiave di volta per accelerare lo smaltimento di un magazzino di crediti ormai datato, in alcuni casi fermo da decenni.

Parliamo di un approccio più flessibile che permetterebbe non soltanto di recuperare risorse, ma anche di aprire una fase nuova nei rapporti tra Stato, enti locali e cittadini. «I Comuni hanno l’autonomia per decidere se fare o non fare, applicare o non applicare. Io penso che lo spirito della rottamazione valga anche per tutta la realtà comunale» ha precisato il ministro del Tesoro.

L’insomma, l’idea di Giorgetti è quella di allargare le maglie della rottamazione “quinquies” delle cartelle fiscali, appena varata, tanto ad includere anche tutti i Comuni d’Italia (che a fine 2025 erano 7.896, ndr).