Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
25 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 13:57
La visita dell’estremista di destra Tommy Robinson al ministero dei Trasporti, dove ha posato mano nella mano con Matteo Salvini, scatena una nuova lite tutta interna alla maggioranza. Uno scontro senza esclusione di colpi quello tra Antonio Tajani e lo stesso leader della Lega. Perché uno come Robinson – xenofobo, già condannato per possesso di cocaina, frode, stalking e ingresso irregolare negli Stati Uniti – dice senza mezzi termini il segretario di Forza Italia “è incompatibile con i miei valori”. Sulla carta – stando all’uso di droghe e alla violazione delle frontiere americane – dovrebbe esserlo anche con quelli di Salvini, che invece parla di “battaglie comuni” e agita la bandiera della libertà di parola e pensiero.
“Salvini vede chi vuole, io non lo incontrerò. Lui fa il suo, noi facciamo il nostro”, ha sottolineato Tajani. Nelle orecchie dell’altro vicepremier, però, deve essere rimasta soprattutto quella espressione (“incompatibile con i miei valori”) perché durante la kermesse della Lega in Abruzzo non ha usato mezzi termini: “Sulla libertà di parola e pensiero, noi siamo l’unico partito ad aver votato contro la legge bavaglio su cosa si può dire e cosa non si può dire, cosa risponde alla legge, chi può incontrare Salvini e chi non può incontrare”.












